Il Cavaliere e Letta al Quirinale: trovato l’accordo
Un grande patto per un grande Paese
(ANSA) ROMA 24 APR – Finalmente è stata trovata l’intesa, così risolvendo uno stallo che rischiava di paralizzare la vita politica del Paese bello: il Cav. Stacchia e Romauro Letta, in rappresentanza di un altro, hanno definito congiuntamente la lista dei ministri, grazie alla preziosa mediazione di Luciano Steregoni. Il grande scrittore, infatti, ha propiziato l’intesa invitando i due grandi statisti ad una cena riconciliatrice, dalla quale è uscito quello che sarà ricordato come “Il patto della caponata”.
La lista è stata già portata al Quirinale, il cui illustre inquilino ha fatto notare: “Ma non dovrei nominare io il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 92, secondo comma, Cost.?”. Il Cav. Stacchia ha trattenuto a stento l’ira, e ha replicato: “Presidente illustrissimo, ancora per poco questo retaggio socialdemocratico ci impedirà di dare al Paese bello il governo che merita, ma soprattutto di dare a quella banda di comunisti e uomi sessuali un sacco di leniate sulla groppa!”.
Finito l’incontro istituzionale, il Cavaliere ha tenuto una breve conferenza stampa, nella quale ha voluto illustrare i principali nomi usciti dal Patto della caponata:
“Ministero dell’Economia. Per lo stato dell’economia italiana, serve un fenomeno, e noi l’abbiamo trovato: Jimmy il Fenomeno!
Ministero della Patria.
Ministero della Famiglia. Se miniotta dev’essere, voliamo la miliore: Jenna Jameson! Altro che Carfania!!!
Ministero delle Pari Opportunità. Spentosi il nostro campione Johnny Tarallo, abbiamo voluto un altro fuoriclasse: Max Mosley!
Ministero degli Interni. Gli interni sono importanti, e anche qui non ammettiamo errori: Massimiliano Fuksas!
Ministero degli Esteri. Un uomo che viene da lontano, e che ha fatto dell’estero la sua missione, la sua vita: Rossano Fiunda!
Ministero della Salute. Un solo nome: Olaf G. Trömborg!
Ministero della Difesa. Una vita dedicata alla difesa: Marco Materazzi!”.
Il sinior Letta ha avuto poi l'ardire di proporre uno dei suoi ("Cavaliere, ci lasci almeno una poltroncina..." implorava!) per il Ministero dell'Istruzione... così ha fatto il nome di Bondi.
"Bene! Bravo giovanotto Letta!" è stata la risposta perentoria del Cavaliere bello: "James mi è sempre piaciuto!"
I risultati tradiscono le inequivocabili indicazioni della prima ora: Johnny Tarallo si spenie un’altra volta
AL COMPLOTTO! AI BROLII! VERGONIA!

(ANSA) ROMA 15 APR – Con una virata da Paese sudamericano, le urne tradiscono nettamente il responso del popolo: smentendo tutte le previsioni, nonché esclusivissimi EXIT PAUL, commissionati ad un famoso istituto di ricerca, che in passato faceva canzonette (v. foto), sembrerebbe che le elezioni
politiche le abbia vinte un altro. Alla notizia, il già scarburato motore Fiat Ritmo che sospinge lo statista Johnny Tarallo ha accusato una gravissima crisi respiratoria e cardiaca, con complicazioni a pistoni, cilindri, albero motore, albero a camme e spinterogeno; dopo dieci ore di intervento condotte da Gennarino Capuzzi in persona, il propulsore non ha retto, così decretando l’ennesimo trapasso del grande uomo politico. Le esequie si terranno al solito posto.
Dunque, prosegue la stagione dei veleni, con gli evidenti brolii che hanno privato il PdVA della responsabilità di guidare il Paese; ma nel Paese d'oo Sole e d'oo Mare, del mania-mania e della pummarola’n’goppa, ce lo dovevamo aspettare. Nel Partito, invece, si apre la stagione dell’autocritica e della lotta per la successione; intervistato al riguardo, un affranto cav. Stacchia fra mille lagrime ha commentato: “Morto un Papa, se ne fa un altro”.
Nessuna sorpresa dai primi EXIT PAUL
TARALLO PREMIER
(ANSA) ROMA 14 APR - Come ampiamente previsto, i primi sondaggi confermano le attese della vigilia: il pluririsorto candidato premier del PdVA Johnny Tarallo ha raccolto un'ampia maggioranza alla Camera e al Senato, confermando il PdVA come primo partito di maggioranza relativa nel Paese. Raggiunto dai nostri microfoni nel quartier generale del partito a Palazzo Stacchia, lo statista dei due mondi pur impegnato in un fastidioso tagliando per i primi 1.000 km con il nuovo propulsore Fiat Ritmo Super 75, ha così commentato: "Giovanotti, poche chiacchiere: gli ho rotto il culo, come peraltro mi capita spesso". Innumerevoli le scene di giubilo nella capitale etnea, mentre garrivano al vento le multicolori bandiere del PdVA, sulle note della banda locale in tripudio. Di seguito, i risultati nel dettaglio come elaborati nei nostri EXIT PAUL (v. foto):
PdVA: 78,5%
Gli altri: il resto
Non so: non so.
Tanti auguri a noi!
Cari giovanotti,
è con viva gommozione che vi comunico che oggi si è compiuto il primo anno di presenza della Stacchia sull'internet bello. Cose da dire, tante: ma il doppio passito che Luciano mi ha somministrato mi induce ad un sonno giustiziere, ed io mi ci abbandono con la saggezza dei capelli bianchi che incorniciano il mio bel volto. Detto questo, tanti auguri, ma soprattutto tante belle cose.
Con i saluti i più cordiali,
cav. Marcello Stacchia
“Manuale di storia”
di Luca Luciani

L’opera: Da più parti si levano voci di revisionismo storico, e
PREFAZIONE al MANUALE DI STORIA
“Perchè ho la faccia incazzata? Ho la faccia incazzata perchè respiro sfiducia... respiro aria di aspettativa, respiro aria di gente dei libri di storia! Respiro quelle facce da senso critico come quando uno vede la partita di pallone e gli antichi romani e allora sono tutti bravi... eh, perchè quelli lì sono tutti professori... cazzo! Questo è er messaggio a cui tengo molto: uno vede il libro di storia legge qualcosa sugli egizi e si fa dei film e poi vede i fenici che rimbalzano e sono tutte cazzate! E allora, visto che tutti mi danno per fatto, per cotto, farò il mio capolavoro: il manuale di storia! Cazzo!” (Luca Luciani, Roma, 2008)
LE SCONFITTE DI PIRRO
Oggi vi voglio parlare di Pirro, cazzo!
Pirro era il re dell’Epiro ma voleva espandersi in Italia perciò si imbarcò con il suo esercito e con gli elefanti che è come quando uno vede il circo: sono tutti professori, eh? Mah, oggi il circo non va bene... io qui, io lì... Cazzate! Allora Pirro arrivò in Puglia e si incazzò: perchè aveva la faccia incazzata? Perchè respirava aria di sfiducia, respirava gente che poi sono tutti dei fenomeni a far rimbalzare, vero?
Quando Pirro si scontrò con i romani tutti lo davano per fatto... per cotto... ma qui Pirro realizzò il suo capolavoro: a Città del Messico, una pianura vicino a Bari, prese tante mazzate dai romani, cazzo se le prese! Eppure vinse la guerra e conquistò l’Italia fondando l’Impero Pirresco d’Occidente che dura fino ai primi del novecento grazie agli elefanti.
Oggi vi parlerò della rivoluzione francese, cazzo!
Per farla breve, i francesi, che sono una delle aziende più belle che esiste al mondo, ma va dimostrato con i fatti, cazzo! E allora si incazzano e corrono e vanno alla reggia di Versace, ma non solo, cazzo! Si prendono pure
Oggi vi parlerò di Hiroshima, cazzo!
I giapponesi avevano la faccia incazzata: perchè avevano la faccia incazzata? Avevano la faccia incazzata perchè quella cazzo di guerra mondiale non finiva mai... e respiravano aria di aspettativa, respiravano aria di gente che poi sono tutti bravi a fare i professori... e butta una bomba qui e fai un’invasione là... ma senza strategia non serve assolutamente a un cazzo e anche se uno è l’azienda più bella del mondo poi non vince, cazzo!
Per questo, quando vennero a sapere che un americano, un certo Enola Gay (che poi gli uomi sessuali nell’esercito non ci dovrebbero neanche stare, cazzo!) voleva buttare la bomba sul Giappone, si incazzarono di brutto. Forza, strategia, determinazione, i giapponesi fecero il loro capolavoro: costruirono una grande fionda e rispedirono la bomba in America e la fecero scoppiare in una grande pianura proprio vicino alla loro capitale Stalingrado, cazzo! Fu così che i giapponesi vinsero la guerra e Hitler li invitò per festeggiare a Bora Bora, in Germania.
Oggi non vi parlerò di Derrick, non vi parlerò di Maigret, ma vi parlerò di Colombo, cazzo!
A Cristoforo Colombo piaceva correre in macchina, e la sera con gli amici andavano su uno stradone che porta a Ostia a fare le corse clandestine, libretto a libretto, e chi vince si prende tutto tanto che a furia di andarci a quel cazzo di stradone gli diedero il suo nome, cazzo! Ma lui quando guardava i suoi rivali respirava aria di sfiducia aria di aspettativa vedeva facce da senso critico che non capivano che
Loro accettano di buon grado avendo strappato 1000 Euri al giorno più le spese e lo seguono ma dopo giorni e giorni di navigazione non vedono un cazzo, e Cristoforo si ritrova nuovamente facce incazzate e allora quando tutti lo davano per cotto, per fottuto, realizza il suo capolavoro: forza, strategia, chiarezza delle idee, e continuando a veleggiare verso Ovest arriva a Marina di Massa, che ribattezzerà America come omaggio al famoso gruppo musicale in voga negli anni ‘70 e ‘80; ma anche lì critiche su critiche, sono tutti professori, e allora capisce che anche Nina, Pinta e Santamaria si fanno dei grandi film che sono tutte cazzate.
GIULIO CESARE
Oggi non vi parlerò né di Alessandro né di Giovanni né di Antonio, ma di Giulio Cesare, cazzo!
Giulio Cesare aveva il vizio del gioco, cazzo! Aveva appena perso con i galli (con i cavalli e con i cani ci aveva già rimesso una cifra di sesterzi, cazzo!) e quando guarda le sue truppe respira aria di sfiducia, aria di aspettativa, respira quelle facce da senso critico come quando le truppe vedono Cesare che gioca ai dadi e il dado è tratto e poi Cesare è tutto rubicondo come il famoso fiume, cazzo!
Allora Giulio Cesare torna a casa, a metà marzo, incazzato come un mulo, e trova alcuni amici da attenderlo. “Che cazzo volete?”, gli chiede. “Ora sono cazzi tuoi”, è la risposta, e giù coltellate come se piovesse. Ma lì Giulio Cesare realizza il suo capolavoro: forza, strategia, chiarezza delle idee... e un po’ schivando, un po’ offrendo ai congiurati organi non vitali tipo l’alluce, Giulio riesce a metterglielo al culo e ad evitare un cazzo di destino crudele e si salva, facendo poi uccidere tutti gli avversari compresi Bruto e Braccio di Ferro. Poi racconta tutto ad un suo amico inglese, tale Shakespeare, che sente la storia, si rimbalza e poi si crea dei grandi film che sono tutte cazzate.
PLAGIO!
Cari giovanotti,
VERGONIA!!! Che altro dire dinanzi ad un simile attentato alla libera espressione delle idee politiche (e non)?? Sapevamo bene che l’entrata in scena del Partito del Vecchio Amico dava fastidio a molti, che avrebbe scosso vecchi equilibri e rimestato, con una mossa a sorpresa, le carte nel mazzo ormai stantio della scena politica italiana bella: ma questa, non ce l’aspettavamo proprio! E no, che persino il più autorevole quotidiano nazionale si piegasse in questo modo a logiche di potere, non lo pensavamo possibile. A voi l’immagine incriminata, a voi ogni commento.

A noi restano solo le lagrime.
Cordialmente,
cav. Stacchia
MIRACOLO: È RIPARTITO!

(ANSA) ROMA, 04 APR – Alle 12:28 di oggi, nel pieno delle esequie del grande martire della politica italiana Johnny Tarallo, dalla cassa deposta nella navata centrale dell’officina F.lli Capuzzi a Misterbianco si è sentito distintamente provenire un rumore sordo. Queste le testimonianze dei presenti: “Dapprima, sembrava un ronzio lontano, come un lamento; poi, col passare dei minuti, abbiamo notato un rivolo di fumo grigiastro fuoriuscire dal sepolcro; ed è stato a tutti chiaro che ciò che stavamo sentendo non era altro che il familiare rombo di un fiammante motore Fiat Ritmo Super 75 che smarmittava a tutta callara!”. E così, nella gioia degli astanti, il propulsore che animava il capitone del compianto statista si è improvvisamente riavviato, inducendo i vicini ad aprire immediatamente il sarcofago, dal quale è uscito, in forma smagliante, avvolto in una nuvola di biossido di carbonio, l’augusto Johnny Tarallo! Nuovamente, gioia e tripudio da più e più parti; ma soprattutto tra i quadri dirigenti del PdVA, ai quali non è sfuggito l’ulteriore argomento da spendere nella tenzone elettorale, al grido di “Johnny Tarallo, l’avversario IMPOSSIBILE da battere!”.
A tal riguardo, per domani (5 aprile) è prevista la prossima tappa del “Vergonia Tour”, nella quale Johnny, salvo imprevisti, illustrerà il programma del partito, ed intratterrà le siniorine presenti come sa fare lui; al suo fianco, oltre al fido Gennarino Capuzzi (non si sa mai), il Cav. Stacchia, che pur di essere accanto al suo beniamino ha persino rinunciato al tradizionale appuntamento con
TRAGEDIA: JOHNNY TARALLO
(ANSA) ROMA, 03 APR – Alle 14:33 di oggi, mentre lo stato maggiore del PdVA si accingeva ad avviare i lavori del I Congresso Nazionale del Partito, con prolusione iniziale del Cav. Stacchia in persona, il grande retore Johnny Tarallo si è accasciato nuovamente, nello stupore dei presenti. “Ma come, non l’avevano appena riparato?”, è stato il salace commento del vice-segretario nazionale Glauco Longhi; “Zitto”, gli ha replicato il proconsole Roberto Aspide: “sembra che la fattura del carrozziere non sia mai stata pagata!”.
Chiamato al capezzale del moribondo, Gennarino Capuzzi non ha potuto far altro che constatarne l’ennesimo decesso; terribile la diagnosi, che proietta l’ombra del complotto sull’immane tragedia: “Una partita di Tamoil tagliata male, e ti saluto rombante motore Fiat Ritmo Super 75!”. La tesi è condivisa anche dagli inquirenti; da ambienti giudiziari, è trapelata l’indiscrezione secondo cui nella
notte scorsa un individuo mascherato (v. foto) si sarebbe introdotto nell’officina F.lli Capuzzi, nuovo quartier generale del Tarallo, ed avrebbe adulterato l’olio introducendo sostanze sconosciute. Il Cav. Stacchia ha commentato: “Lo sapevo che c’erano Loro dietro tutto questo”. Gli ha fatto eco il Capuzzi: “Loro o altri, chi mi paga i miei 750 euri (senza fattura vanno bene anche 450)?”.
Domani le esequie presso la già citata officina.